In mille alla fiaccolata di solidarietà al popolo ucraino
A guidare l’ampia rappresentanza ucraina è stato padre Vasiliy Tarasenko. «Stiamo resistendo sia in Ucraina sia a Genova – ha detto -. Lancio un appello a tutti quelli che stanno arrivando: anche se siete senza documenti o green pass non abbiate paura e fatevi avanti. L’accoglienza c’è». Gli ucraini sono extracomunitari (il loro presidente ha fatto domanda oggi per entrare nell’Unione Europea), ma l’accoglienza delle persone che scappano dalla guerra non risentirà di questo. Monsignor Giacomo Martino, a capo dell’ufficio Migrantes della Curia si è offerto di occuparsi di tutte le pratiche per ottenere lo status di rifugiati

Il corteo, in testa il sindaco Marco Bucci e il presidente del Municipio Centro est Andrea Carratù, ha sfilato per via XX Settembre fino a piazza Ferrari. I manifestanti della comunità ucraina hanno gridato “Vogliamo la pace” e “Noi non siamo soli”. A De Ferrari il presidente della Regione Giovanni Toti: «Come liguri cercheremo di fare tutto il possibile fino a quando la guerra non finirà. Salvare oggi l’Ucraina vuol dire salvare la democrazia e la libertà. A tutto il popolo ucraino la nostra massima solidarietà: non siete soli».
Il sindaco Marco Bucci ha detto che Genova deve impegnarsi non solo per l’accoglienza fisica, ma anche per abbracciare, per offrire «qualche sorriso a chi sta scappando dalla guerra». Ha assicurato la vicinanza della città a tutto il popolo ucraino spiegando che nella nostra città la comunità è composta da circa 2mila persone. «Siamo pronti ad accogliere tutti quelli che avranno bisogno di venire, noi siamo pronti ad accogliere tutti» ha concluso il Sindaco.
«Come liguri cercheremo di fare tutto il possibile fino a quando la guerra non finirà. Salvare oggi l’Ucraina vuol dire salvare la democrazia e la libertà. A tutto il popolo ucraino la nostra massima solidarietà: non siete soli!» ha detto Toti all’arrivo del corteo a De Ferrari. «Noi ci siamo per tutto quello che potremo fare fino quando la guerra non finirà – ha aggiunto -. Auspico che quei colloqui di pace che sono iniziati oggi possano portare i loro frutti, risparmiando tante vittime innocenti. Salvare oggi l’Ucraina vuol dire salvare la democrazia e la libertà».
Al corteo erano presenti, tra gli altri e oltre al vescovo ausiliare, monsignor Nicolò Anselmi, anche il vice sindaco Massimo Nicolò, l’assessore regionale Simona Ferro, gli assessori comunali Simonetta Cenci, Lorenza Rosso, Giorgio Viale.

































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